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Privilegi

8 dicembre 2015

Un altro controllo superato, quattro mesi guadagnati. Sono andata alla visita in tensione, senza motivo concreto: nessun dolore anomalo, marcatori perfetti. Quando al termine della visita l’oncologo mi ha rassicurata dicendo che andava tutto bene son stata meglio ma è stato poco dopo, mentre stavamo attendendo la stampa della relazione che mi è sembrato tutto meraviglioso. Ci ha rivolto uno sguardo benevolo, un sorriso soddisfatto. E alla gioia di sapere di star bene si è unita la sensazione di essere una privilegiata per questa fortuna. Siamo usciti dall’ospedale lievi e svolazzanti.

Solo poche parole

5 agosto 2015

L’esame è andato bene. Nulla di sospetto nelle mie ossa. Quanta musicalità anche in solo poche parole. Incommensurabile il senso di leggerezza!

La bellezza mi commuove sempre

29 luglio 2015

Sono stati due giorni pieni di bellezza. Per quello che abbiamo visto e per come l’abbiamo vissuto. Mi sono anche commossa sentendo chiaramente quella magia che si prova al cospetto di qualcosa di unico e meraviglioso. Un piccolo viaggio che ci ha fatto tornare a casa sereni.

Stamattina ho fatto l’esame, e non mi sono sentita mai sola in quelle tre ore e mezza, con me c’erano i miei affetti, i pensieri belli di chi è passato da queste parti e un gruppo di donne speciali, ironiche e solidali.

Bisogna attendere almeno una settimana per gli esiti ma in programma sono previste diverse occasioni gaudenti (festeggiamenti di compleanni e anniversari, una cena in luogo molto bello e anche tanto mare) che son certa faranno passare velocemente questa attesa!

Se non si va non si vede

26 luglio 2015

Novembre 2010. Ho concluso da poco le terapie dopo l’intervento al seno di aprile e all’improvviso di sera sento un dolore fortissimo al torace. Ai controlli di dicembre i marcatori sono nella norma. I raggi che l’oncologo consiglia di fare nel caso i dolori perdurino non evidenziano nulla. Solo al controllo semestrale di giugno un marcatore alterato dà inizio alla trafila ‘ripetizione esame, attesa, pet, attesa, biopsia’. E nello sconforto dei risultati della pet, il 29 luglio apro il blog.

Luglio 2015. Pochi giorni fa è comparso un dolore intenso, perdurante, inatteso alla gamba. Inevitabile tornare indietro nel tempo soprattutto quando una vocina mi dice che non sembra per nulla un dolore muscolare. La tentazione di archiviarlo tra i dolori che arrivano e passano è forte, ma ciò che sento ha caratteristiche troppo anomale per cedere. E così nei giorni successivi c’è la visita dal medico, la telefonata all’oncologo e nel giro di poche ore un appuntamento per una scintigrafia ossea. Esattamente cinque anni dopo l’apertura del blog farò l’esame. Domani e martedì, con buona scorta di antinfiammatori, ce ne andiamo via. Per rivedere qualcosa di noto ma anche per scoprire qualcosa di nuovo. Perché se non si va non si vede.

Via la commozione

26 giugno 2015

Ci siamo. Ultimo giorno di scuola. Mi sono un po’ commossa stamattina. La vedo così grande, così piccola.
Non so fino a che punto lei si renda conto. È da giorni che si parla di ultimo giorno di scuola materna, e stamattina mi ha chiesto di poter stare a casa, solo oggi.
“Allora non saluti le maestre e i tuoi compagni?”
Mi ha guardato seria, “ma dopo oggi non si va più a scuola?”
“No”
“Allora vado”.

Si conclude un ciclo, e ciò che finisce inevitabilmente porta a fare un piccolo bilancio. Di passi in avanti ne ha fatti tanti in questi tre anni, così tanti che non si possono elencare. E io mi ritrovo a esser orgogliona delle sue nuove abilità, della sua capacità di ascoltare e assimilare ciò che le viene spiegato. La scorsa settimana dopo l’ennesimo capriccio mattutino sono sbottata con un rabbioso “ogni mattina mi fai cominciare la giornata arrabbiata”. Tempo di uscir di bocca e ero già pentita. E così le ho spiegato che non era vero, che quando si è arrabbiati si tende a usare parole come mai, sempre, ogni volta, tutti. Ma che sono parole da evitare il più possibile perché fanno vedere le cose più brutte di quel che sono. Lei mi ha ascoltato, e così quando due giorni fa ci sono ricascata (sì sono recidiva), anzichè replicare anche lei con rabbia, tranquilla mi fa “eh no, mamma, hai detto che non si dice sempre”.

E poi ieri sera ha cominciato a lamentarsi di un prurito che non passava neanche con la cremina. Si agitava, emettendo un borbottio lamentoso e a nulla valeva rassicurarla che presto sarebbe passato.
Allora ho provato a consigliarle la respirazione, inspira (annusa il profumo di un fiore), espira (appanna un vetro),e lei mi ha ascoltato e mi ha seguito. Tempo di 5 respiri e al prurito non pensava più. Ecco, anche solo qualche mese fa questo sarebbe stato impensabile.

No, non sento il bisogno che rimanga piccola, sento più forte il bisogno di vederla crescere. E penso che ci aspettano due mesi abbondanti tutti per noi, che a settembre inizierà l’avventura della scrittura e della lettura, e sono proprio contenta che possa legare questi due conquiste così importanti proprio all’ingresso alla nuova scuola.

Via la commozione, è tempo di esser grati e felici.

Arriverà il momento

5 giugno 2015

E alla fine è arrivato. Da una settimana in casa ho il libro di Anna. Lo guardo, sfoglio qualche pagina, ma non riesco ancora a leggerlo dall’inizio alla fine.
Ieri, complice una attesa che è durata meno del previsto, sono riuscita a entrare in una libreria, ho vagato tra le corsie, sfogliato diversi libri e alla fine ho acquistato L’invenzione della madre. Sapevo di non esser pronta a leggere il libro di Anna (rileggere dovrei dire perchè il suo blog l’ho già letto) mi chiedo dunque perchè ho pensato di poter leggere il libro di Peano.
Sono arrivata a un terzo del libro e ho deciso di fermarmi qui al momento, troppi echi che mi lasciano senza fiato.
Arriverà presto il momento giusto per leggere entrambi.

L’importanza di essere ereader

29 aprile 2015

In questi ultimi mesi frequento ospedali come accompagnatrice del mio babbo per visite e approfondimenti vari.

La prima volta, in sala d’attesa, mi stupisco non vederlo leggere qualcosa, lui che si muove sempre con occhiali da lettura e giornale.  A domanda confessa di aver dimenticato gli occhiali a casa. Senza pensarci due volte prendo il mio ereader e vado alla ricerca di un libro che penso possa gradire (La scomparsa di Majorana di Sciascia). Imposto la dimensione del carattere e glielo consegno. Lui si stupisce e sorridendo si immerge nella lettura.

Stessa scena alle visite successive.

Oggi ho capito che la sua non è più una dimenticanza e ho risolto il problema di cosa regalargli per il compleanno!