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#mappiamolitutti

27 aprile 2015

#mappiamolitutti

Io ci credo e ci voglio essere.

ammennicolidipensiero

Con ancora negli occhi il “#” di #ioleggoperché che ha accompagnato gli ultimi due mesi e per cui, ancora una volta, ringrazio chi ne ha pazientemente tessuto la trama nella blogosfera nonché i compagni di serata tra i ghiacci dell’Antartide, un altro cancelletto che richiede grande diffusione si affaccia prepotente alla mia attenzione in questo lunedì di fine aprile: #mappiamolitutti.

Non lo presento io, lo lascio presentare ad una giovane giornalista (sì, della generazione di quelli che secondo Aldo Grasso non sono abituati al lavoro), Ester Castano, di cui ebbi già modo di parlare qui.

Chiedo a tutti i miei contatti di leggere questo messaggio.

Come ben sapete WikiMafia ha lanciato la campagna crowfunding per lo sviluppo di MafiaMaps, la prima enciclopedia geografica sul fenomeno mafioso consultabile tramite app dal proprio smartphone. Un progetto ambizioso, rivoluzionario, che permetterà a qualsiasi cittadino, amministratore locale, imprenditore, forza dell’ordine, studente, ricercatore…

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La lettura #citaunlibro

22 aprile 2015

Un giorno, quando avrò avuto circa cinque anni, mi sono ritrovata a sfogliare un Topolino seduta nella mia seggiolina mentre mia mamma chiacchierava con un’amica. Ancora non sapevo leggere, ma ero comunque presa da quella storia raccontata per immagini. Non so quanto sono rimasta lì ma ricordo che a un certo punto avevano iniziato a parlare di me e l’amica aveva commentato che sicuramente sarei stata una lettrice. Aveva ragione.

Quando ho iniziato a leggere uno dei miei piaceri era andare nella libreria di mio fratello e scegliere un nuovo libretto da iniziare, poi ho iniziato ad attingere alla libreria dei miei. Quasi sempre con soddisfazione. Solo con il senno del poi ho scoperto che avevo bocciato per la copertina e per le prime righe di lettura Emma della Austen che poi avrei amato moltissimo!

Le librerie sono fari luminosi, l’unico shopping che faccio con gusto è quello di libri. Così forte il piacere della lettura che ricordo ancora che da ragazzina più di una volta ho sognato di trovare una cassa e scoppiare di felicità perchè piena di libri.

I libri sono degli amici a cui ritornare nei momenti difficili, sono compagni che ti rendono lievi le attese e non c’è nulla di più bello di trovare qualcuno con cui condividere questa passione.

(Citaunlibro, gioco ideato da ‘povna a sostegno di ioleggoperché)

6 anni

20 aprile 2015

Lunedì scorso sei anni fa nascevi tu.
Desiderata e cercata per anni alla fine avevamo smesso di aspettarti. Mi ero accorta che la gioia per le gravidanze altrui arrivava dopo il dolore per non esser io ad avere la vita dentro. Solo pochi secondi ma sufficienti a intravedere un futuro di piccineria. Ho detto basta, abbiamo concordato di smettere di provarci. E dopo pochi mesi, di ritorno da un viaggio di lavoro, sola in treno, mi sono accorta che senza pensarci continuavo ad accarezzarmi la pancia, un movimento rotatorio, non mio. Abbiamo fatto il test, chiusi in bagno, io e il tuo papà. Dentro una tranquillità gioiosa, una sensazione diversa dalle mille altre volte di speranza cieca, la certezza che questa volta non ci sarebbero state lacrime.

Sei nata lunedì scorso, sei anni fa.

Ieri l’ultima festa della settimana, con i tuoi amici di classe in una giornata di sole passata tra sorrisi e corse sfrenate. Panini e patatine a contorno di una torta con disegnato un unicorno. E alla sera felice hai detto “le prossime feste sempre in casa mamma!”.

E oggi a distanza esatta di una settimana gli ultimi due regali di compleanno. Uno è arrivato questa mattina in classe, portato da una compagna che ieri non è potuta venire, e quando le hai detto che ti era dispiaciuto non vederla, lei che da giorni aspettava questa festa si è intristita e ti ha abbracciato sotto gli occhi commossi miei e della maestra.

E l’altro, l’altro regalo non puoi ancora capire quanto sia speciale. Venerdì mattina ho fatto gli esami del sangue per la visita oncologica ormai imminente e proprio oggi ho saputo che i marcatori sono nella norma. Altro tempo donato per stare insieme, liberi da pensieri e da terapie. Un regalo senza prezzo.

#Citaunlibro: fine della nona sessione

18 aprile 2015

È sabato notte ed è arrivato il momento di tirare le fila del gioco #citaunlibro nell’ambito dell’iniziativa #ioleggoperché. È stato interessante per me vedere come il tema del senso di colpa è stato sviluppato. Dal senso di colpa (o la sua assenza) per il tradimento d’amore al senso di colpa degli scienziati. Dal peso, a volte insostenibile, che può avere un senso di colpa alle parole che possono indurre sensi di colpa negli altri. Vale la pena per chi non l’avesse ancora fatto andare a leggere tutte le citazioni dei partecipanti:

‘povna (Genesi, 10 Bibbia)

Bridigala (La regina della casa, Kinsella)

lanoisette (Gli indifferenti, Moravia)

Viviana (Le parole sono finestre (oppure muri), Rosenberg)

Connie (La ladra di libri, Zusak)

Ogginientedinuovo (Macbeth, Shakespeare)

Pensierini (Atomi in famiglia, Fermi)

Ellegio (L’uomo senza qualità, Musil)

Niculet (La banalità del male, Arendt)

Roceresale (Lolita, Nabokov)

Iome (In ogni caso nessun rimorso, Cacucci)

Aliceland (Come diventare buoni, Hornby)

Gabericci (Antologia di Spoon River, Masters)

Wild horse (I promessi sposi, Manzoni)

Effe (Alan Turing – Storia di un enigma, Hodges)

Tuttotace (Uno, nessuno e centomila, Pirandello)

Il diario di Murasaki (Istruzioni per rendersi infelici, Watzlawick)

e di chi ha contribuito anche se fuori concorso:

Nina (Calvin and Hobbs, Watterson)

Acquaforte (Poesie per un uomo, Guiducci)

Dolcezze di mamma  (La ballata di iza, Szabò)

Ammennicolidipensiero (Caino, Saramago).

Dopo aver riflettuto a lungo ho deciso di assegnare il podio in questo modo:

Al terzo posto Iome perché la sua citazione la vedo come un augurio: rimpianti forse ma nessun rimorso.

Al secondo posto Viviana perché esser consapevoli delle trappole comunicative è il primo passo per aggirare alcuni tipi di sensi di colpa.

Al primo posto la ‘povna per la verità della frase che vorrei fare più mia: la necessità di riconoscere i limiti della propria responsabilità, ottimo punto di partenza per limitare i sensi di colpa.

Grazie a tutti e buon proseguimento per l’ultima settimana di gioco!

#citaunlibro

12 aprile 2015

Ho scoperto con estremo ritardo che Effe ha decretato me come  vincitrice della settimana, la ringrazio per l’onore e mi scuso se pubblico solo ora questo post, so che c’è il bisogno di sapere se c’è un eventuale tema.

Visto come mi sento penso che il tema perfetto sia il senso di colpa, sperando che ‘povna non mi riprenda perché non è un tema!

Ecco la mia citazione:

  

perché i sensi di colpa son proprio così, irrazionali e la maggior parte delle volte perfettamente inutili.

Di seguito le regole per partecipare al gioco pensato dalla ‘povna nell’ambito della campagna ioleggoperché:

1. La domenica, tra le 0.00 e le 23.59 si va sul wall di #ioleggoperché, si sceglie un post-it di citazione e si pubblica sul proprio blog, inserendo nel post il link al portale di #ioleggoperché;

2. Si segnala la pubblicazione sul post del giudice;

3. Durante la settimana si partecipa, se si vuole, alla discussione che (auspicabilmente) da quelle citazioni sarà indotta;

4. Il sabato sera o la domenica successiva, a scelta, il giudice, insieme alla nuova citazione, pubblicherà la classifica delle prime tre citazioni, motivandole;

5. Il giudice stesso passerà dal blog della citazione vincitrice a lasciare il testimone; per far ricominciare il gioco;

6. Il nuovo giudice pubblicherà la sua citazione e il suo post, assegnando eventualmente un tema per le nuove citazioni settimanali;

7. I giocatori possono anche decidere di non seguire il tema: saranno ugualmente partecipanti a Cita-un-libro, ma non potranno concorrere alla vittoria della settimana.

(Nel post di ‘povna un aggiornamento sulle regole visto che la prossima sarà l’ultima settimana di gioco).

L’infinito #citaunlibro

5 aprile 2015

   

ioleggoperchè  

La mamma di Momo

31 marzo 2015
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Perché di Iome mi fido. Perché anche ciò che all’apparenza può sembrar poco con l’aiuto di tanti può fare la differenza.

roceresale

La prima volta che ho ricevuto il babbo di Momo me ne stavo in atrio ad aspettarlo questo babbo. Nell’atrio c’ero solo io e un ragazzo giovane, qualcosa in meno dei miei anni.
Tre minuti buoni prima che una delle due perplessità si facesse avanti e dicesse “ma lei è la prof. Roceresale, lei è il babbo di Momo, non me lo aspettavo così giovane, anche lei, grazie, andiamo”

E così seppi della mamma di Momo, molto malata, una malattia degenerativa.
La vidi poi nei ricevimenti successivi, sulla sedia a rotelle. L’ultima volta, l’anno scorso, già la tracheotomia. Martedì scorso, ai ricevimenti un biglietto di scuse “non può venire, non sta bene”.

E mercoledì, appena il giorno dopo, un articolo shock sul quotidiano locale; una diagnosi di malattia rarissima, la foto è quella della mamma di Momo, di sicuro. Un iban, una richiesta di aiuto per un’operazione negli Stati Uniti…

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