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Uniti per Vittorio

1 ottobre 2014
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Sapevo già che il nipotino di Margherita è molto ammalato, oggi però ho scoperto che esiste una speranza di cura. Costosa. Costosa perchè bisogna andare fino a Houston. Nel mio piccolo oggi ho fatto una donazione, perchè quando si è in tanti anche una piccola donazione può far molto.

Questa è la storia di Vittorio così come si trova nel blog di Margherita.

 

Questa è la storia di Vittorio,  di sette anni.
Hai visto mai che FB serve anche a questo.
«Tieni duro, cucciolo». «Ti siamo accanto». Suo padre Paolo parla piano, mentre racconta un anno di calvario con una dignità immensa. Intanto ammette di aver sentito forte «l’abbraccio più bello e caloroso di Napoli» che continua a sostenere la gara di solidarietà per contribuire alle spese per le cure.
Tra pochi giorni un aereo porterà Vittorio dall’altra parte del mondo. Destinazione Houston, dove per la prima volta arrivò la voce di Neil Armstrong dalla luna. «Un piccolo passo per l’uomo», e poi il resto. Ovviamente, a sette anni non si può sapere tutto, però si possono insegnare tante cose. Una, per esempio: che se c’è una sola possibilità di farcela, vale la pena andare fino in fondo. Anche se il nemico si chiama tumore.
Il calvario di Vittorio inizia a Natale del 2013, quando il suo papà lo accompagna in ospedale per un “semplice” mal di testa. Da quel giorno, cambia tutto, compresa la prospettiva della vita. La diagnosi è un colpo al cuore: il tumore è già diffuso e pochi giorni dopo Vittorio è già in sala operatoria perché la massa tumorale provoca una pericolosa pressione endocranica.
Iniziano i cicli di chemioterapia, poi le radioterapie, quindi il trapianto del midollo spinale. Il piccolo viene assistito con cura dai medici del Pausilipon e dai centri in cui viene applicato il protocollo di cure. Passano giorni, settimane, mesi. Fino al 20 agosto, quando il ciclo si esaurisce. I medici allargano le braccia: «Vittorio, purtroppo, non è guarito». Servono nuovi protocolli sperimentali che in Italia, e in Europa, non esistono.
Inizia la ricerca dall’altra parte dell’oceano dove c’è una sola struttura in grado di accogliere Vittorio per una nuova sperimentazione di cure. La cartella clinica di Vittorio viene spedita in America, si fissa il primo incontro per valutare la possibilità di accogliere il piccolo nel programma sperimentale di terapia. A Houston, però, la sanità ha il volto spietato della burocrazia e il messaggio freddo rimbalza in Italia: «Prima le garanzie economiche, poi il consulto».
Paolo, che di professione fa il commercialista, ipoteca i suoi beni, dà fondo ai risparmi di famiglia, si indebita. Va avanti da solo, con determinazione e dignità, poi i suoi amici lanciano la gara di solidarietà per Vittorio e mezza Napoli risponde.
«Avrei preferito il silenzio, ma ammetto che il calore e il sostegno della gente è grandioso».
Quaranta mila contatti, 16mila mail: la battaglia di Vittorio diventa la battaglia di tutti. Perché se c’è anche una sola possibilità è giusto provarci, così come suggeriscono quegli occhi grandi di un bambino-uomo che ci insegna cos’è la forza e la speranza.

Il contributo potrà essere versato sul conto corrente intestato a:
Longoni Dr. Paolo – Petricciuolo Maria Immacolata
IBAN: IT60 B010 1040 1031 0000 0002 487
– codice BIC: IBSPITNA (il codice BIC da utilizzarsi per eventuale operatività estera)
Causale del bonifico: UNITI PER VITTORIO – solidarietà.
La causale è IMPORTANTE!!!

La donazione è possibile anche tramite PAYPAL, la si può eseguire usando la mail: longoni@longoni.net

Il suo papà oggi mi ha scritto che porterà Vittorio in America sulle ali del nostro amore e spera che lo aiutino ad avere un po’ di speranza in più. Un milione di dollari rispetto alla vita del suo bambino non è nulla 

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10 commenti leave one →
  1. Simonetta permalink
    1 ottobre 2014 12:41

    Anche a questo serve il tuo blog 😍

  2. 1 ottobre 2014 14:32

    L’ha ribloggato su Io, me e me stessa – Historia de una mujere ha commentato:
    Io sono allergica, per il solito, a queste cose. Ma questa volta è vero, e viene per me da una fonte importante, che non sono quotidiani, tg, e compagnia cantante, ma una splendida ragazza di nome wolkerina che sa, assolutamente sa, quel che dice. E chi ritiene di ribloggare a sua volta, è ovviamente benvenuto.

  3. 1 ottobre 2014 14:33

    Cara, l’ho ribloggato. Non ti ho chiesto il permesso, ma l’ho considerato implicito 🙂 Per contribuire non solo via paypal, sperando che altri riblogghino, e la consapevolezza cresca

    • 1 ottobre 2014 21:34

      Cara Iome, come ha già scritto Margherita, hai fatto bene.
      Grazie di cuore per la fiducia!

  4. 1 ottobre 2014 15:36

    L’ha ribloggato su i discutibilie ha commentato:
    raccogliamo e volentieri sosteniamo l’invito di iomemestessa sul suo blog, rilanciando a nostra volta l’invito ai nostri lettori.

  5. 1 ottobre 2014 17:52

    Grazie infinite a tutti avete colto nel segno : importante è che se ne parli, il più possibile poi il resto verrà dalla sensibilità, possibilità, buon cuore di ciascuno. Ovviamente è per una causa seria e verissima, sono a disposizione per fornire eventuali ulteriori spiegazioni anche se non credo sia necessario.

    Il suo papà, mio cugino Paolo, oggi scrive così su Facebook:
    Oggi Vittorio, che non ha potuto frequentare la prima elementare perché impegnato nel suo calvario terapeutico è stato esaminato a domicilio dalla commissione per la promozione in seconda. Promosso. Meritava la promozione perché legge e scrive bene, ma lo meritava perché per lui è stata una grande gioia; la pagella come i bambini… normali.
    Io desidererei tanto che tornasse ad essere un bambino normale!

  6. 1 ottobre 2014 17:52

    Grazie a te Wolkerina sei sempre nel mio cuore ❤

  7. 2 ottobre 2014 18:34

    Grazie di cuore a chi ha contribuito a diffondere, grazie davvero.

Trackbacks

  1. Uniti per Vittorio | Grand Soleil 42

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