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Tutto di un fiato

19 aprile 2012
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Mi sono tuffata nuovamente nella sua vita e non riesco più a riemergere. Se non sono le sue parole è il suo sguardo sorridente, che dalla quarta di copertina ti inchioda.

Si legge di un fiato come il suo blog, e poi si rimane storditi e grati.

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13 commenti leave one →
  1. 20 aprile 2012 07:36

    Anche io l’ho letto tutto di un fiato. Mi ha molto emozionato. Mi ha fatto male e mi ha dato tanto. Io spero solo con tutto il cuore, che Annalisa sia davvero in un posto migliore, felice, serena, e che non siano solo favole.

    • 20 aprile 2012 08:40

      si soffre a leggerlo, è vero, e ti rimane addosso a lungo la sua sofferenza e la sua rabbia. però emerge chiara anche la sua vitalità e la sua capacità di andare sempre avanti, con il sorriso, e questa è una grande lezione di vita.Non so dove sia adesso, ma son certa che continui a vivere nel cuore di tante, tantissime persone.

  2. 20 aprile 2012 11:08

    Dammi della codarda. Ma lo sai che ho un po’ di paura di leggerlo, ma lo farò. Ho letto tutto il suo blog (tutto tutto), quando l’ho scoperta, e l’ho seguita fino alla fine. Mi sono sentita vicina a lei anche al suo matrimonio. Lei non poteva sapere quante persone le sono state vicine, anche se solo virtualmente!

    • 20 aprile 2012 16:35

      Ormai ti conosco un po’ Simonetta e codarda proprio non mi sembri. Ci sono momenti in cui siamo più fragili o semplicemente abbiamo bisogno di allontanarci almeno per un po’ dal dolore, è giusto rispettarli e aspettare il momento giusto che son certa arriverà.

  3. Raffaella permalink
    20 aprile 2012 13:44

    Ciao quando l’ho avuto per le mani quella sera lho letto tutto d’un fiato e sono rimasta lì con tutto il dolore che mi bruciava la gola e gli occhi. mi sono resa conto che piangevo come quel 4 ottobre. poi l’ho chiuso e ieri mi sono rimessa a leggerlo e allora e soo allora nonstante il male è subentrata anche la gioia perche Anna Lisa ha scritto in maniera gioiosa, ironica sagace, della sua malattia e poi traspare tutta la voglia di vivere di gioire per le piccole cose che le succedono, AMA, AMA all’ennesima potenza e per noi che l’abbiamo seguita e conosciuta solo attraverso il web è stata qualcosa di meraviglioso.

    • 20 aprile 2012 16:59

      Ciao Raffaella, io come te, continuo ad avere il libro tra le mani. Rileggo alcuni post, lo metto via, lo riprendo. Proprio come mi capitava con il suo blog. E continuano a convivere tante emozioni, non solo negative. Sì, è stata davvero qualcosa di meraviglioso.

  4. Rita permalink
    20 aprile 2012 13:53

    L’ho acquistato oggi, all’uscita dal lavoro, appena arrivato nell’unica libreria rimasta in centro, aperta, casualmente, oltre l’orario….forse aspettava me….. Sono uscita con il cuore a mille e nell’istante in cui rimetto le cuffiette dell’mp3, guardo il Suo sorriso, la Pausini inizia a cantare “destinazione paradiso”. Non sono credente nè praticante, ma Lei lo era: se esiste il Paradiso, non può che essere che là. Ho pianto fino a casa. Ora l’ho qui con me, anche se non potrò leggerlo.
    Un abbraccio

    • 20 aprile 2012 17:03

      Ci sono dei “segni” nel tuo racconto, Rita, mi piace l’idea di vederli. Anche se non ho capito perché non potrai leggerlo..

      • Rita permalink
        20 aprile 2012 17:42

        Già…dei segni. Non ho potuto leggerlo perchè sono al lavoro. Ora stacco e in questo fine settimana lo leggerò…o almeno ci provo

  5. cla permalink
    20 aprile 2012 16:51

    X ora io vado di storia d.itali nostra…ahime!povera italia!!!

    • 20 aprile 2012 17:04

      ho letto da te.. lo sai che ho avuto anch’io questa fase qualche anno fa? però non sono stata costante e alla fine ho abbandonato, spero che tu sia più brava di me!

  6. Miss Trooper No.1 permalink
    22 maggio 2012 03:11

    Vorrei leggerlo, ma proprio non ce la posso fare. Nella vita di persone come lei ne ho incontrate tante; speciali, forti, spirituali e sole in quel viaggio che la malattia e’ comunque, anche quando hai chi ti ama accanto. La vita e’ un viaggio solitario d’altra parte; nasci e muori suolo, nel senso che non importa quanti son la’ con te, in quei due momenti nessuno puo’ accompagnarti oltre la soglia. E siamo tutti sofferenti in modi diversi. Io stessa che ho rischiato di morire ne so qualcosa; ora guardo al domani con meno illusioni, piu’ grinta e nessuna paura di morire. Perche’ quel che faccio lascia traccia nella vita di chi amo, e tanto mi basta per esser felice. Spero lo sia anche lei, ovunque sta ora.

    • 22 maggio 2012 16:02

      è vero, sei solo mentre soffri, sei solo quando muori. tecnicamente è proprio così. Ma condividere e avere dei compagni di viaggio nella sofferenza può fare la differenza.
      Posso capire la difficoltà di iniziare a leggere un libro che ha dentro tanto dolore ma il grande pregio di Anna Lisa è che sapeva accompagnarti a vivere intensamente, le piccole e grandi gioie, le piccole e grandi sofferenze. Vivere.
      Mi piace ciò che dici: lasciare traccia nelle persone che ami,..

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