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Polvere

18 aprile 2012

Io amo il cinema. Sono cresciuta andando al cinema la domenica pomeriggio con uno zio che caricava nella sua macchina figlia, nipoti e amichetti e poi tutti a vedere il film  dell’oratorio. Adolescente ho continuato ad andare al cinema con la mia amica e poi adulta ho condiviso questa grande passione con Luke.

Erano mesi che non andavo al cinema. Da quando a settembre mi hanno operato non c’è più stata l’occasione, la voglia, la possibilità di farlo. E sognavo il giorno in cui ci sarei tornata per immergermi nell’atmosfera magica della sala buia, per guardare un bel film, con la possibilità magari di farmi anche qualche bella risata.

La settimana scorsa ci sono tornata al cinema, ma non ho riso.

Sono andata a vedere un film documentario dal titolo “Polvere. Il grande processo dell’amianto” di Prandsteller e Bruna. Non ho potuto esimermi. Parla di qualcosa che mi tocca da vicino. Due anni fa, un mio caro amico è morto per mesotelioma, il cancro provocato dall’amianto.

Il film ha un respiro ampio perché non si limita a riportare fatti del processo contro i due più grandi azionisti del gruppo Eternit ma cerca di documentare quale sia la situazione nel mondo. E così si scopre che se è dal 1990 che la produzione di amianto è bandita dall’Europa in altre parti del mondo lo si produce ancora.

Si ascoltano le testimonianze degli attivisti di Casale Monferrato, si vedono stralci delle udienze e non è possibile trattenere le lacrime. Da anni e anni si sapeva della pericolosità dell’amianto ma nulla è stato fatto perché venissero assunte le precauzioni necessarie per lavorare questa fibra in modo sicuro.

Mi rimarranno in mente a lungo alcune scene del film, due su tutte:

  •  La testimonianza di un operaio dell’Eternit che porta con sé un senso di colpa inimmaginabile, quello di aver permesso a sua figlia piccolina di giocare con i suoi capelli pieni di polvere e ora spera solo  che non si ammali.
  • La testimonianza di una signora anziana che ha perso marito, sorella e figlia e che con profonda dignità dice che non cerca vendetta ma ritiene giustizia che i responsabili di questo disastro debbano vivere almeno una volta accanto a un malato di mesotelioma dal momento della diagnosi fino alla morte.

Qui altri dettagli e qui sotto il trailer del film. Ah, non aspettatevi di guardarlo a casa vostra: il film non è stato acquistato da nessuna televisione italiana!

 

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8 commenti leave one →
  1. Rita permalink
    18 aprile 2012 16:32

    Uno zio di mio marito è morto a 50 anni (all’epoca il suo bimbo aveva due anni) di mesotelioma, uno strazio! Pensa che Casale Monferrato è a poco più di una ventina chilometri da Vercelli, mezz’ora scarsa di auto e le vicende legate all’eternit ci sono, purtroppo, tristemente note.
    E il fatto che nessuna televisione italiana ne abbia acquistato i diritti, la dice lunga su come, certi temi “scottanti”, è meglio lasciarli raffreddare da soli! Mah….
    Un abbraccio cara

    • 19 aprile 2012 14:56

      “strazio”, dici bene Rita, proprio uno strazio. Al termine del film è intervenuto il regista Prandsteller, secondo lui il fatto che non sia stato acquistato non nasconde volontà politiche di insabbiamento ma peggio è indice di “ignavia”. L’indifferenza invece mi sembra l’atteggiamento di molte persone, sembra quasi pensino che sia un tema che non le tocchi da vicino! Non esistono politiche sanitarie per fronteggiare il rischio amianto: nei prossimi anni purtroppo le morti a causa dell’amianto sono destinate a crescere.

  2. 18 aprile 2012 17:07

    Quanto amianto c’è ancora in giro, e presto comincerà a disfarsi sotto i nostri occhi.. terribile, terribile il silenzio che circonda questa terribile vicenda e terribile il fatto che si minimizzi ancora adesso..

    • 19 aprile 2012 14:59

      Sì, Maude, proprio così. Se ne parla troppo poco, non è un tema che riguarda solo le persone che hanno lavorato l’amianto, riguarda tutti noi. La bonifica dall’amianto non è affar da poco e le discariche non sono così diffuse..

  3. widepeak permalink
    18 aprile 2012 18:22

    grazie per questa segnalazione. non credo
    che riuscirò ad andare al cinema a breve, ma almeno posso spargere la voce un po’

    • 19 aprile 2012 15:03

      Diffondi se puoi, Wide, ma l’unico modo per poter vedere il film è quello di contattare i registi e accordarsi per una proiezione. So che molti comuni o associazioni si sono attivati per organizzare la visione di questo documentario, ed è una cosa quanto mai vitale per seminare dubbi e consapevolezze su questo tema.

  4. Giorgia permalink
    22 aprile 2012 10:55

    Il 23 di dicembre dello scorso anno il mesotelioma si é preso il mio ironico, brillante, coraggioso papà. Aveva 71 anni. Stanno cominciando ad andarsene i miei coetanei. E non é un bel pensiero. Il film non l’ho visto. E non lo vedrò. Come non vidi il documentario di Lucarelli. Troppa fatica e troppo dolore. Troppo complicato spiegare che un colpo di tosse fuori ordinanza o una tosse più insistente ti fanno andar lì con la mente. Ovviamente vivo a Casale. Un abbraccio coraggiosa ragazza

    • 22 aprile 2012 14:36

      Mi dispiace Giorgia, a Casale state pagando un prezzo davvero caro e di certo non avete bisogno del film per capire. E immagino ciò che senti, lo prova anche la mia amica rimasta vedova, una fitta alla schiena e il dubbio ti attanaglia. Ti abbraccio forte!

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