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Poi passa

19 febbraio 2012

Ricordo che quando due anni fa feci l’ecocardiaca prima di iniziare la chemioterapia, la cardiologa, con dolcezza e con lo sguardo di chi c’è già passato mi disse: ” guarda che passa. per quanto brutto e difficile sarà quello che devi affrontare, per quanto sembri che debba durare per sempre, con la fine delle terapie tutto passa”.

Nessuno, nessuno ti può dire cosa proverai facendo chemioterapia. Ci sono farmaci diversi e ognuno ha il suo effetto. Lo stesso farmaco in persone diverse ha effetti diversi. C’è di più. Lo stesso farmaco nella stessa persona ha effetti che non sono sempre uguali. Ma è vero, poi passa.

Quando a ottobre ho ricominciato a fare chemioterapia ho pensato che rispetto alle terapie precedenti non mi andava troppo male. Non c’era la nausea, non c’era il vomito, non c’era quel disgusto per gli odori che mi rendeva impossibile avvicinarmi alla cucina e al frigorifero. Sentivo un malessere diffuso e neanche troppo invalidante..

Improvvisamente sono cominciate le parestesie, (braccia e gamba sinistre intorpidite, trafitte da piccoli aghi) e altrettanto improvvisamente sono sparite.

Due settimane fa è comparso quel saporaccio metallico in bocca, fastidiosissimo. Questa volta, al momento, non è ancora comparso..

Una cosa non è cambiata e sta peggiorando di volta in volta. La sensazione che provo durante la terapia, quando il cervello comincia ad annebbiarsi e il bisogno di chiudere gli occhi diventa impellente.  Cerco di resistere, ma solo perchè non si tratta di un sonno ristoratore. E’ un sonno che mi lascia stordita, persa. Sento la fatica di respirare, di deglutire e mi sento annaspare. No, non è una bella sensazione e mi aiuto pensando che poi passa.

Quando torno a casa non desidero altro che distendermi, mangiare qualcosa e poi dormire. Il sabato lo trascorro senza volontà, senza desideri, persa in qualche libro o in un dvd. La domenica comincio a vedere un po’ di luce.

So che rimarrà ancora per qualche giorno quel leggero malessere, indefinito e indefinibile, ma è bello, davvero bello sapere che poi passa!

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34 commenti leave one →
  1. 19 febbraio 2012 16:21

    Descrizione perfetta di come mi sento anche io. Ma pensa che leggendo, ho quasi provato nostalgia x quel senso nauseato ma di sicurezza che stai facendo qualcosa x curarti. L’attesa di iniziare è molto peggio…ma poi passa anche quella. Un abbraccio, ti dedico la torta che sto x fare…

    • 19 febbraio 2012 16:57

      cara wide, non c’è dubbio, ricordo bene l’ansia prima che si definissero le cure, ma per fortuna, come dici tu, è solo una fase.
      Grazie per la torta, non sai come mi piacerebbe essere lì per poterla mangiare 😉

  2. 19 febbraio 2012 17:13

    Cara, hai descritto perfettamente quello che anche io ho provato soprattutto con un tipo di chemioterapico (credo fosse il taxotere): giornate in casa a non poter fare nulla, a non riuscire a fare nulla, senza forza, senza energia. Però poi passava tutto, è vero, e a ritirarmi su mi aiutava molto il Qi Gong. Quindi cerca di trovare la forza di praticare un poco, anche pochi minuti ogni giorno. Ma poi, quando arriva quel momento di stanchezza indicibile non la contrastare, abbandonati al riposo, che tanto passa.
    Ti abbraccio

    • 19 febbraio 2012 17:46

      Cara Giorgia, qui sono alla ricerca costante di un equilibrio tra l’incitarmi a muovermi, ad agire e l’assecondare il bisogno di non-azione..ho capito che nei primi giorni posso solo abbandonarmi al riposo ma per martedì mi dò una bella mossa e andrò alla mia lezione di Qi Gong! poi cercherò di applicarmi anche a casa 🙂 un abbraccio
      P.S. Anche il mio chemioterapico appartiene alla famiglia dei taxani..

  3. Rita permalink
    19 febbraio 2012 18:05

    a differenza di chi ha scritto prima di me, non so di che cosa stai parlando, posso solo, forse lontanamente, immaginarlo…posso solo dirTi che Ti auguro di arrivare quanto prima alla fine di questo ciclo, posso solo esserTi vicina con il pensiero e con il cuore. Spero davvero che il Qi Gong Ti sia d’aiuto, ma credo proprio di sì, visto il Tuo forte entusiasmo che traspare…un abbraccio

    • 19 febbraio 2012 19:01

      e non è davvero poco quello che fai, che speri, che pensi, grazie Rita! ricambio l’abbraccio

  4. Angela permalink
    19 febbraio 2012 19:37

    ….e la sensazione degli occhi che sembra vogliano uscire dalle orbite per quanto pulsano mentre scende la flebo “velenosa”….rossa….l’epirubicina, me la ricordo come se fosse ieri e son passati 5 anni, ma sono qua a leggerti e a sentirmi più che mai solidale con te!! POI PASSA! E’ verissimo. Ti abbraccio forte Angela

    • 21 febbraio 2012 15:33

      questa sensazione Angela per fortuna non l’ho avuta, e ho fatto anch’io l’epirubicina nel 2010.. un caro abbraccio a te

  5. 19 febbraio 2012 19:44

    Passa tutto, sempre. Ti auguro che passino anche tutte queste sensazioni e che lascino il posto alla normalità, una condizione di cui a volte noi ci lamentiamo e che invece è indispensabile. Un abbraccio forte forte. White B.

    • 21 febbraio 2012 15:35

      la parte peggiore penso sia passata ma hai ragione, in certo casi non si desidera altro che banale normalità!

  6. Barbara Zambrelli permalink
    19 febbraio 2012 20:26

    Sei una leonessa! Ti abbraccio

  7. Patrizia permalink
    19 febbraio 2012 21:09

    Anch’io come Rita posso solo minimamente comprendere quello che devi affrontare. Sono comunque le stesse parole che dicevo al mio papà quando dopo la terapia, iniziavano gli effetti collaterali: poi passa…erano le uniche parole che trovavo da dire per “accelerare” un pò la sua sofferenza ed erano le uniche parole che dicevo anche a me stessa…Ti sono vicina perciò con affetto e…coraggio! che poi passa…
    Un abbraccio
    Patrizia VR

    • 21 febbraio 2012 15:38

      Sì, è un mantra secondo me importante, quando ci sei dentro sembra difficile immaginare di poter stare di nuovo bene, invece è così e mi auguro che anche a tuo padre abbia fatto bene sentirselo dire! un abbrccio

  8. 20 febbraio 2012 00:18

    Nemmeno io conosco quello che stai provando ma cerco di comprendere. Ti abbraccio forte ^_^

  9. 20 febbraio 2012 08:57

    Tesora cara, io non posso capirti, posso solo stringerti forte al mio cuore.
    Passa presto, passa vedrai.
    Forza e coraggio che sei una roccia nella tempesta.

  10. 20 febbraio 2012 11:06

    eh si cara, poi passa!!! un abbraccio

  11. obieffeO permalink
    20 febbraio 2012 13:30

    Ma tu sei molto forte e vedrai,abbi fiducia,passera’ e starai bene cara Wolkerina:-)
    Un abbraccio affettuoso,
    C

  12. Chiara permalink
    20 febbraio 2012 14:38

    Ciao..anche io non posso capirti…posso solo immaginare…ma posso dirti che sei a buon punto del viaggio…e per affrontare meglio le varie tappe domani hai un piacevole impegno…se non mi sbaglio? 🙂 Spero che il tuo babbo stia meglio. Buona lezione…buona settimana e un abbraccio. Chiara

    • 21 febbraio 2012 15:48

      🙂 l’impegno è stato qualcosa più che piacevole e il mio babbo sta bene, cosa volere di più? buona settimana a te!

  13. 20 febbraio 2012 15:22

    Sono tornata indietro di 8 anni, con le stesse sensazioni di caduta libera se chiudevo gli occhi, la voglia di stare a letto a guardare il soffitto, non fare nulla, non pensare a niente e poi, all’improvvso, dopo diversi giorni, ti svegli un mattino e tutto è passato,cancellato..che strano! Passa, passa tutto e tutta una situazione transitoria, ma in quel momento è difficile crederlo

    • 21 febbraio 2012 15:54

      Sì, in quel momento la sensazione è quella che si starà male per sempre, due anni fa le parole della cardiologa non le avevo recepite ma ora ho capito che aveva ragione e davvero mi aiuta ripetermele..

  14. 20 febbraio 2012 18:34

    Oggi è lunedì, e un po’ è passato… Ma passa, passa, passa, passa… Se lo dico insieme a te, magari passa prima… Non posso fare nient’altro che mandarti un abbraccio che, se potessi, ti darei di persona!

  15. debora permalink
    20 febbraio 2012 18:54

    ho finito la chemio a ottobre e leggendo quello che hai scritto mi sembra di essere tornata indietro di 4 mesi.. non è facile, lo so.. sono guarita dalla mia malattia a 17 anni appena compiuti. pensavo che mi fosse crollato addosso il mondo… non facevo più la vita normale di una ragazza della mia età. ma ho sempre avuto la consapevolezza che un giorno sarebbe finito tutto e così è stato. non mollare.

    • 21 febbraio 2012 16:00

      Sei gentile Debora, e io son felice per te, son proprio felice che tu abbia potuto riprendere la vita di una diciassettenne! e grazie per averlo condiviso qui 🙂

  16. 20 febbraio 2012 22:13

    Forza e coraggio carissima.. come hai detto tu stessa, sai che passerà e devi concentrarti su questa parola dal grande significato: passerà.
    Un abbraccio

  17. 28 febbraio 2012 12:35

    La sensazione al momento e mista, dolore… intontimento….metallo in bocca……ma, una cosa senti dentro quella , (anche se in minima parte), di tranquillità!
    Dirai se sono matta, ma a me dava una leggere tranquillità, che tenesse a bada quel male che dentro non doveva e non deve più tornare!
    Solo questo conta in fondo. Un abbraccio
    Ci

  18. 28 febbraio 2012 19:25

    Ciao Ci, no, non penso tu sia matta! Anch’io vedo le terapie come qualcosa che mi sta aiutando, è che a volte gli effetti sono così pesanti, che tutto passa in secondo piano. Tenere a mente che gli effetti sono comunque transitori e che, come dici tu, “servono” può aiutare a vivere quei momenti con meno angoscia. Un abbraccio

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