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Ci proveremo

16 dicembre 2011

Ieri siamo usciti tutti e tre insieme. Nel primo negozio, complice l’ora felice sono entrata anch’io: oltre i commessi erano presenti solo altre due persone. Nel secondo negozio, un ipermercato, li ho aspettati in macchina, sia per la stanchezza sia per evitare un luogo affollato che, causa neutropenia, rappresenta per me un rischio. Qui hanno trovato una persona che conosciamo. Sola con i suoi due bimbi stava terminando di fare la spesa. Due parole al volo, luke la informa che sto aspettando in macchina e poi i saluti. Proprio mentre si sta allontanando, quando ormai qualsiasi replica è difficoltosa, dice: “anche a me piacerebbe restare in macchina”.

Quando luke me l’ha riferito mi è montata la rabbia. La risposta che meritava, secca e diretta, è “ vuoi fare cambio? Prenditi il suo cancro”.

Stanca, sono stanca di frasi stupide, dette senza pensare, che rendono enormemente difficile alleggerire il tentativo di mantenere alto l’umore, di non pensare alla fatica di questi mesi, di allontanare il timore che saranno sempre così da qui in avanti.

Sono stanca di vedere luke con le spalle sempre più chine, con l’umore che traballa perché circondato da persone che fanno di tutto per dimenticare quanto stiamo vivendo.

Mi chiedo perché proprio le persone che portano già un peso non indifferente debbano anche farsi carico della sofferenza che altri si premurano di creare.

E poi leggo il post di Widepeak.

Allontanarsi.

È davvero questa la soluzione, o meglio è davvero possibile realizzarla?

Allontanarsi.

E quando non è possibile? quando ci sono vincoli che rendono l’allontanamento impossibile?

Rimanere inermi e raccogliere la fanghiglia che ci viene addossata? Troppo doloroso

Ascoltare e poi farsela scivolare via come se nulla fosse accaduto? Troppo zen

Ribattere e far sentire quanto quelle parole possono ferire? Troppo difficile

Allontanarsi.

Ci proverò, ci proveremo.

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52 commenti leave one →
  1. 16 dicembre 2011 16:18

    Non c’è soluzione, penso. Ma l’unica cosa che posso dirti è che noi (noi, il marito, i figli) adesso più che mai veniamo al primo posto, prima di tutti gli altri, prima di tutte le sofferenze. Al centro noi e la nostra vita che solo chi ci è passato può condividere, gli altri ci provano e i risultati sono pessimi…

    • 18 dicembre 2011 22:17

      E’ triste rendersi conto che solo chi ha sofferto è più sensibile ma se faccio un esame di coscienza mi rendo conto che anch’io prima ho sorvolato troppo spesso su situazioni difficili.

  2. 16 dicembre 2011 16:45

    non so proprio cosa dire. Parole non ce ne sono. Ho già commentato da Wide, pure se, come ho detto, di certo non posso capire. Ti abbraccio.

  3. 16 dicembre 2011 16:58

    Cara si, purtroppo é dura anzi durissima a volte sopravvivere a tanto “cinismo” ed anche mettersi al centro della propria vita puó risultare alienante … io/noi come Wide abbiamo deciso l’allontanamento, anche materiale, forse ancor piú doloroso, ma sopravvivere/vivere richiede solo energie positive vere incondizionatamente donate da chi realmente ti ama ..
    Noi siamo qui cara wolkerina ed anche in macchina con te e sai che ti dico quasi quasi ci apriamo pure un bel pacco XL di patatine cosí facciamo rosicar ancor di piú certe persone in giro a far prender aria al loro cervelleto “sano”
    Nel cuore strettastretta
    B.

    • 18 dicembre 2011 22:27

      l’allontanamento materiale per me non è proprio realizzabile.. ma per fortuna ci siete voi!

  4. Barbara Zambrelli permalink
    16 dicembre 2011 17:05

    Ciao mi chiamo Barbara
    Ho cominciato a seguire i vostri blog attraverso quello di Anna Lisa.
    Fino ad ora non avevo mai scritto, spero non ti dispiaccia se lo faccio adesso.
    Ho deciso di commentare il tuo ultimo post perché mi ha messo addosso tanta rabbia quello che ti è successo. Certa gente ha proprio l’empatia sotto zero.
    Per come sono fatta io, ribatterei. Di brutto.
    Un abbraccio.

    • 18 dicembre 2011 22:32

      Ciao Barbara, certo che non mi dispiace! Purtroppo per rispondere a tono bisogna avere una prontezza che io non ho, solo in un secondo momento trovo le parole, e la cosa che mi piacerebbe di più è saper rispondere con una battuta!

      • Barbara Zambrelli permalink
        19 dicembre 2011 19:27

        Capisco…. in termini letterali si chiama esprit de l’escalier…. cioè la battuta ti viene quando sei …. sulle scale! 🙂
        Poi noto che in questi tempi di crisi la gente è diventata più’ dura ed egoista. Ma che vuoi farci, uno tira fuori quello che ha, e già questo dovrebbe consolarti, pensa che pochezza di spirito ha certa gente!
        Bacioni

  5. Rita permalink
    16 dicembre 2011 17:07

    Anche io già commentato al post di Widepeak, dicendo che l’allontanamento è la cosa migliore, pur rendendomi conto che, spesso, per i più disparati motivi, non è la cosa più semplice e comunque non sempre fattibile….penso anche che qualche risposta ben assestata, però, anche se non risolve, sicuramente lascia il segno: quindi, meno diplomazia e un po’ più di coraggio (sappi comunque che la predica arriva da un pulpito…!!!…). Valuta comunque sempre da quale bocca escono certe affermazioni: la madre degli imbecilli è sempre incinta, quindi, davvero, a volte non vale nemmeno la pena di prendersela più di tanto….un baciotto. rita

    • 18 dicembre 2011 22:39

      Purtroppo la capacità di rispondere a tono non l’ho mai avuta e non penso tanto per mancanza di coraggio quanto per l’incredulità, lo scoramento che mi prende quando sento certe cose. La rabbia, il fastidio arriva in un secondo momento quando ripenso all’episodio, è immediata come in questo caso solo quando ascolto un racconto. E comunque non dura a lungo!

  6. giovanna di nero permalink
    16 dicembre 2011 19:33

    Carissima Wolkerina, allontanarsi non è la soluzione, voltare le spalle e fuggire non fa sparire la stupidità di coloro che talvolta incontriamo sulla nostra strada…….ho sempre combattuto la tentazione di rifuggire da un’esistenza, a tratti, sconvolta dalla malattia e dalle parole prive di empatia del prossimo……la sfida più grande è restare restare restare e resistere…..e tu hai tutta la forza e la risolutezza per farlo! Se vuoi non scendere dall’auto, prenditi i tuoi tempi ma gestisci la tua vita con determinazione e fierezza….hai già vinto…lo sai.
    Abbraccio te la tua piccola e il tuo super marito (a volte penso a quante preoccupazioni gli ho dato) La dottoressaGiò

    • 18 dicembre 2011 22:50

      Sarebbe davvero bello saper restare senza soffrire, non so se ne sono in grado. E’ davvero giusto richiedermi anche questo adesso? Forse fa parte anche questo del mio viaggio.. sono ancora confusa!

  7. 16 dicembre 2011 20:42

    Tesoro sono rimasta senza parole.
    Io penso che certa gente sia talmente concentrata su se stessa (in questo caso affaticata dalla spesa) da non ascoltare niente e non capire nulla.
    Puro egocentrismo al cubo.
    Ma mi pare di capire che ciò che ti fa più male è l’atteggiamento di qualcuno a voi più vicino e di questo mi dispiace ancora di più.
    Ha ragione Wide e fai bene tu: occorre staccarsi da queste cose altrimenti aggiungono sofferenza dove non dovrebbe essercene di più e rovinano i momenti belli.
    Però ogni tanto .. un bel vaffanc… sai che liberazione!!
    Ti abbraccio

    • 19 dicembre 2011 00:06

      per semplificare ho detto ch si trattava di una conoscenza ma in realtà era una persona a noi vicina.. è per questo che ci siamo rimasti male. Allontanarmi emotivamente.. è un tentativo che vorrei fare.

  8. 16 dicembre 2011 20:47

    Cara W. il mio suggerimento è un po’ spregiudicato e cioè “incazzarsi” (perdonami il gergo!). Lo dico, più per sfogo che perché lo penso davvero, ma è la reazione che mi ha suscitato il tuo racconto. E capisco la situazione in cui si trova tuo marito.
    Credo che Sky sia forte e non si faccia piegare da simili insulsaggini, stai tranquilla!
    Un abbraccio forte forte a tutti e tre!

    • 19 dicembre 2011 00:13

      sì, è forte, lo deve essere e lo è, e io son fortunata ad averlo vicino!

  9. Milva permalink
    16 dicembre 2011 22:18

    Mah, ognuna di noi reagisce a modo suo. Io di solito la prendevo di petto e diventavo maleducata, mi arrabbiavo, ci stavo male. Poi ho capito che io ci stavo male, mentre chi avrebbe dovuto vergognarsi del suo comportamento nemmeno comprendeva il perché del mio astio. Allora ho cambiato strategia: li ho semplicemente cancellati dalla mia vita e dai miei pensieri. E se non capiscono chissenefrega. Ho altro a cui pensare. Ti abbraccio, fortissimo. Milva

    • 19 dicembre 2011 00:19

      Quando però ci sono vincoli di parentela tutto è più difficile.. ma hai ragione, c’è ben altro a cui pensare!

  10. olga permalink
    16 dicembre 2011 23:17

    Ultimamente ho avuto poco tempo per scriverti ma ho letto tutti i tuoi post. Ti mando un abbraccio forte forte e credo di capire il tuo malessere…Bisognerebbe solo più frequentare le persone che ci fanno stare bene e che ci vogliono bene, però non è semplice, la risposta a volte non viene subito però bisognerebbe averne di pronte per l’uso e magari ogni tanto un vaff… ci stà! Vi auguro una serena settimana pre-natalizia, un bacione
    olga

    • 19 dicembre 2011 00:22

      al repertorio pronto all’uso non avevo proprio pensato! buona settimana anche a te Olga!

  11. margherita/delphine permalink
    17 dicembre 2011 00:31

    Scavo nella memoria, soprattutto del rimosso, rivedo gli sguardi di compatimento o risento le frasi di circostanza, tutto era superfluo, solo dovevi fare pure la fatica di allontanarlo da te. Mi chiedevo perchè non fanno un bel giro largo e cambiano strada? Allora ficcavo la testa nel lavoro, nella fatica e non ascoltavo più e non vedevo più. Era il mio modo per allontanarmi, difendere chi soffriva e me stessa.
    Giusto o no era necessario.
    Un abbraccio M.

    • 19 dicembre 2011 00:31

      capisco la necessità, bisogna salvaguardarsi nel modo che si ritiene migliore e tu l’hai trovato. Anche per te un allontanamento emotivo.. forse è la strada da percorrere.. un abbraccio!

  12. Michela (Ginevra) permalink
    17 dicembre 2011 12:40

    Primo commento, e arrivo tardi, perché quello che volevo dirti io lo ha scritto Milva ieri sera, ma lo scrivo lo stesso: anche noi (non abbiamo figli, ma ho anche io un marito meraviglioso che fa del suo meglio per mantenere le spalle dritte) li abbiamo cancellati dalla nostra vita e dai nostri pensieri.
    Ha ragione Milva: chissenefrega se non capiscono, quelle persone non sono importanti, fanno parte di un’esistenza che non ci appartiene piu’, e quando mi capita di incrociarne una, alla fatidica domanda “come va?” un “bene, scusa, vado di fretta” é sufficiente, sono diventata molto inglese:
    “How do you do?” “How do you do” “Busy busy” … alla peggio si parla del tempo…
    E funziona: loro se ne vanno felici, convinti di aver fatto il loro dovere nel chiedermi come va, e io sono contenta di non aver condiviso con loro neanche una briciola della mia vera vita e di non esserci di conseguenza rimasta male.
    Gli amici, quelli veri, quelli che sanno e che capiscono, non sono aumentati, sicuramente, ma ci sono, sono sempre li, e solo loro contano…
    Gli altri, le conoscenze, sono conoscenze, appunto, e spesso non le conosciamo nemmeno cosi’ bene, e allora chissenefrega di quello che pensano…
    Abbiamo altro a cui pensare, giusto?
    Anche io ti abbraccio fortissimo

    • 19 dicembre 2011 00:39

      Ciao Michela, non è mica importante arrivare primi 🙂
      ho sbagliato io nel post a scrivere che si trattava di una conoscenza, ma l’ho scritto di getto senza rifletterci molto e ho creato confusione. la tempesta emotiva nasce proprio dal fatto che non sono semplici conoscenze.. ciò non toglie però che giustamente ci sono altre cose a cui pensare, molte delle quali anche belle!

  13. 18 dicembre 2011 10:34

    Mi spiace molto per quel che ti è capitato. Ma purtroppo certa gente non riesce a capire il dolore e quello che state vivendo perchè non ci sono mai passati. Con questo non giustifico quello che ti è stato detto e hai tutte le ragioni di essere risentita ma il mio consiglio è di darci poco peso appunto perchè loro NON SANNO, non possono capire. Questa persona magari intendeva solo dire che tuo marito è premuroso, che ti permette di restare in auto ad aspettare anzichè spedirti, come il suo, a fare tutto da sola con tra l’altro due figli dietro (e far la spesa coi figli si sa, non è semplice).. Credo cercasse di dire qualcosa che sapesse di “vita normale” e invece ha solo peggiorato la situazione. Io magari, al posto di questa persona, finita la spesa sarei passata dalla tua auto a fare un saluto anzichè dire così, però c’è gente che parla senza pensare bene alle conseguenze che potrebbe causare ciò che dice, ma non credo sia cattiveria, è solo incomprensione.
    Essere zen è dura, ma vedrai che alla lunga è la cosa migliore.
    Un abbraccio grande grande.

    • 19 dicembre 2011 00:49

      il motivo per cui Sky gli ha riferito che ero in macchina era proprio quello.. far sì che passasse a salutare! Penso che in questo caso non ci fosse davvero cattiveria ma incapacità di empatia. a distanza di quakche giorno mi rendo conto che si tratta di un episodio che in sè è poco importante, quello che fa star male è il rendersi conto che da parte di persone che semplici conoscenti non sono non c’è alcuna volontà di comprendere cosa stiamo vivendo, come se la mia malattia non esistesse.
      Sarebbe davvero bello riuscire a essere zen 🙂 un abbraccio a te e alla pupetta!

  14. 18 dicembre 2011 21:22

    ciao wolker, il mio amato bibliotecario, ora in pensione, diceva sempre “mai fermarsi a parlare con un cretino, chi passa potrebbe non notare la differenza”…. una perla di saggezza. gira le spalle e vai.
    un abbraccio grande tigli&gelsominO

  15. 19 dicembre 2011 09:07

    Quando ero in ospedale, una zia di mia madre (suora, per altro) le disse che se DIo voleva da lei il sacrificio più grande (perdere una figlia) lei lo doveva accettare. Ma scherziamo? E’ stata fortunata che io non fossi presenti, altrimenti un bel “ma vaff….” non glielo toglieva nessuno!
    Purtroppo nella nostra vita di malati dobbiamo combattere anche con l’ignoranza della gente, anche di quella che ci è più vicina. Io ho tranquillamente rimosso chi non riusciva a essermi vicino in maniera costruttiva. Cerca di ignorare questi episodi, non è utile farsi il sangue amaro per persone poco sensibili e tu hai bisogno di tutte le tue energie per affrontare la vita.
    Un abbraccio grande
    Vale

    • 21 dicembre 2011 19:24

      hai ragione cara Vale, razionalmente lo so che è l’unica cosa da fare, e se per fortuna il malessere, la rabbia durano poco vorrei riuscire davvero a non trovarmi impreparata la prossima volta. Ho avuto modo di rifletterci in questi giorni , anche grazie ai vostri commenti, e penso che l’unica strada che sento possa essere mia sia quella di relegare le frasi dette senza cuore in un cassetto e poi perderne la chiave. se ci riuscirò anche una battuta, non tanto per sfogare rabbia ma per cercare di diffondere nuove consapevolezze a chi è rinchiuso nel suo piccolo mondo, forse non servirà a niente ma almeno potrò dire di averci provato..

  16. 19 dicembre 2011 09:13

    Posto che (certa) gente parla (quasi) sempre a sproposito, giusto per esercitare una facoltà che è stata loro donata… io capisco il tuo stato d’animo. E lo capisco molto più di quanto non vorrei.
    Però, specialmente perché questo è un momento delicato per te e per la tua guarigione, certe cose te le devi proprio far scivolare di dosso. Lo so che è difficile. Ma è ancora più difficile allontanare i rapporti da tutti, non scambiare più nessuna parola (né tu, né Sky) con anima viva.
    Piuttosto, sì, è giusto rispondere a tono. Così, magari (anzi, si spera), la gente inizierà a smettere di sparare idiozie come se piovessero.
    Devi solo pensare a te e a te e alla tua famiglia. Il resto non conta.

    Un bacione e buona settimana – che, dalla regia, mi dicono essere quella di Natale ma io, stordita come sono, neanche me ne ero accorta! 😉

    • 21 dicembre 2011 19:28

      Grazie lafiammeraia, lo spirito zen, quello più difficile, è proprio quello che vorrei raggiungere. con un po’ di allenamento ce la farò, o almeno lo spero! E son d’accordo anche sul fatto di rispondere a tono, ma senza che venga percepito come un attacco, infatti concordo con quanto hanno scritto altri che spesso non c’è cattiveria nelle intenzioni di queste persone…
      buona settimana anche a te!

  17. Claudia permalink
    19 dicembre 2011 11:15

    Ciao,
    leggo solo adesso il tuo post e mi è venuta una rabbia che non ti dico.
    Ti capisco perchè anche io come te non riesco a rispondere a tono a persone che aprono bocca solo per dar fiato alle trombre. Mi unisco alle altre nel dirti che adesso devi pensare solo a te e alla tua famiglia, cerca di essere più egoista, le persone che parlano tanto per parlare non meritano neanche mezzo secondo di arrabbiatura da parta tua.
    Un forte abbraccio
    Claudia

    • 21 dicembre 2011 19:31

      siamo soprattutto noi a non meritarci di provare sentimenti come rabbia e sofferenza, abbiamo davvero bisogno d’altro, in primis ottimismo! questo forse diventerà uno dei miei buoni propositi per l’anno nuovo.. Ciao!

  18. Chiara permalink
    19 dicembre 2011 14:57

    Ciao Wolkerina…ho aspettato un po’ prima di commentare il tuo post…questo perché in effetti io non credo che ci sia sempre e soltanto un’unica strategia di comportamento…nel rispetto di quelli che sono i tuoi principi (la buona educazione), tu dovresti fare quello che ti senti di volta in volta…allontanarsi per un po’ (o per sempre)…incassare…rispondere per le rime, senza preoccuparti…se non di ciò che fa star bene te stessa e i tuoi affetti più cari…Voi siete le priorità! Un bacio. Chiara

    • 21 dicembre 2011 19:35

      Grazie Chiara per questa riflessione. Posto che la mia intenzione sarà quella di essere più zen, so bene che non è una meta che si possa raggiungere da un momento all’altro. Metabolizzare che nel frattempo qualunque reazione avrò sarà comunque accettabile se servirà a farmi star bene è una bellissima cosa! un bacio anche a te

  19. 19 dicembre 2011 19:50

    Io ho perso la mamma, qualche anno fa e, al di là del dolore che ho provato, ho imparato molte cose sulle persone.
    Una di queste è che ognuno ha il suo Grande Bisogno (di dimostrare qualcosa, di sentirsi capito, di sentirsi al centro dell’attenzione, di sentirsi sempre più sfortunato degli altri, qualunque cosa) e che questo Grande Bisogno prescinde dai contesti e dalle circostanze. Non è che le persone vogliano necessariamente fare del male, è che parlano spinte dal proprio Grande Bisogno e inconsapevolmente ignorano il tuo. Quando è morta la mia mamma, mi aspettavo che le persone cambiassero nei miei confronti perchè provavo un evidente grande dolore, ma non è stato così. E così ho cominciato a chiedermi come mai.
    La mia conclusione è che ognuno ha il proprio Grande Bisogno che spinge ad avere comportamenti che possono ferire gli altri, ma in realtà non lo fanno per ferire te, o sminuire le tue preoccupazioni o minimizzare il tuo problema. Il loro problema personale per loro è più cogente, è una lampada puntata dritta sugli occhi che li acceca, perchè ognuno è nella propria testa, non in quella degli altri. Purtroppo al mondo c’è chi fa lo sforzo di immaginarsi cosa ci sia nella mente dell’altro (e di conseguenza fa attenzione a quel che dice) e c’è chi non lo fa. Ma non è cattiveria in senso stretto. Se una persona dice una cosa cattiva, nella maggior parte dei casi la motivazione che la spinge a dirla non ha a che fare con te, ha a che fare con un qualche suo problema che le impedisce di immedesimarsi in quello che capita a te. Questa idea non le rende più simpatiche, ma a me aiuta a ridimensionarle e a ridimensionare l’effetto che una cattiveria mi fa.
    Non so se mi sono spiegata… spero di essere stata utile…
    In pratica, sai già chi ti starà accanto e cercherà di capirti sempre. Per il resto, lascia andare… non ne vale la pena.

    • 21 dicembre 2011 19:41

      Come sempre cara Natalie i tuoi commenti sciolgono intrecci e aiutano a dipanare pensieri ed emozioni. Ti sei spiegata benissimo e le tue parole mi hanno aiutato a capire che se la molla che spinge alcune persone a parlare in ceri modi non è la cattiveria allora quel che mi rimane non è più rabbia o voglia di rivalsa ma semplice pietà perchè si perdono molto della vita rimanendo chiusi nel loro bozzolo, inseguendo il loro grande bisogno. Imparerò a lasciare andare. Grazie!

  20. Luce Rossa da Empoli permalink
    19 dicembre 2011 22:36

    Basta una parola detta ‘bene’ o detta ‘male’ per cambiare il tono di giornate dure. Secondo me faresti bene a regolarti in base al momento, a come ti senti. Anche mettersi a ribattere ad una frase sciocca non so quanto serva. E certo non puoi vivere dentro ad una bolla. Gli ‘altri’, purtroppo o per fortuna, ci sono. E fai bene a sfogarti se serve a farti sentire meglio, non importa se dopo un giorno tutto si ridimensiona. Comunque, è la settimana di Natale, non passavo di qua da un po’, e vorrei farti davvero gli auguri di cuore: passa dei giorni sereni con la tua famiglia (scusa per l’anticipo) !
    Ti abbraccio

    • 21 dicembre 2011 19:44

      ora che mi son chiarita vorrei riuscire davvero a lasciar andare.. almeno ci proverò!
      grazie tantissimi auguri anche a te, Luce Rossa!

  21. 20 dicembre 2011 09:47

    Cara Wide,
    purtroppo l’ignoranza nel senso puro del termine di non conoscere/non aver fatto esperienza, la paura, il non saper cosa dire ma il dover dire qualcosa a tutti i costi, le frasi in più, gli sguardi di pietà sono tutte reazioni dovute proprio alla mancanza di una cultura dell’esistenza del dolore, della malattia, della morte e di timore di tutto questo. A volte può aiutare, secondo me, ironizzare davanti alla persona con una battuta a doppio senso. Se la persona davanti è intelligente capirà al volo se no vuol dire che è una battaglia persa. Chiunque di noi abbia / abbia avuto un problema grave, una malattia, un lutto doloroso, subirà sempre l’ignoranza delle persone, anche le più strette. E’ la società di oggi, è una cultura da sradicare che deve partire dai nostri figli perchè gli adulti ormai sono immersi nello stress della loro gestione familiare quotidiana e non hanno il tempo per badare nemmeno i propri figli, figuriamoci per ragionare su una problematica di tale portata. Questa è la mia lotta. Io credo veramente che la rete aiuti a scardinare una mentalità di questo tipo vuota e incapace di accettare l’esistenza di realtà che un giorno possono benissimo appartenere anche a te!
    Un abbraccio fortissimo e un consiglio: tu hai una famiglia stupenda che ti vuole bene, questo è sicuramente un lato della vita su cui concentrare le proprie energie!

    • 21 dicembre 2011 19:55

      Ehm, intendevi wolkerina, vero :-)?
      hai ragione cara White, c’è tutta una cultura da scardinare e purtroppo come ho ammesso in un commento precedente mi rendo conto che anch’io non ho saputo stare vicino nel modo giusto a chi stava passando un momento doloroso (le battute sciocche son certa di averle evitate!!).
      è una lotta importante la tua, è giusto e doveroso continuare a parlare di tutto questo con la speranza che la mentalità piano piano cambi, e che non siano solo le persone che hanno già vissuto un dolore a essere empatici e solidali.

      • 22 dicembre 2011 17:00

        ehm,ehm, scusa wolker-wide! Almeno ti ho fatto fare una riasata (spero) sul mio stadio di rincoglionimento….che avanza! Perdono! Ti concedo di chiamarmi Black-White!
        un bacio

  22. 20 dicembre 2011 16:52

    Anche noi prima eravamo così…hai ragione.

    • 21 dicembre 2011 19:59

      eh già.. anche questa consapevolezza aiuta a ridimensionare le parole infelici degli altri

  23. widepeak permalink
    20 dicembre 2011 23:15

    è tostissima, cara. anche il mio allontanamento è da chi non posso prescindere, cioè non da un amico che puoi cancellare, ma da una relazione con la quale è impossibile non fare i conti. però come ti capisco, come ho visto anche io obi affaticarsi sempre di più, passare notti in bianco per ferite contro le quali non puoi fare niente, perché anche se sai che tu sei migliore e che non solo non ti comporteresti mai così, ma così non ti ci sei mai comportato nemmeno prima, beh, comunque fanno male.
    allontaniamo il nostro cuore da queste persone, dedichiamoci a quelle che ci meritano. dedichiamoci al sole, e lasciamo questa nuvolaglia informe alla sua vita insensibile e crudele.
    un abbraccio prima della partenza, che sia un nuovo anno migliore!

    • 21 dicembre 2011 20:54

      sì, fanno davvero male, cara Wide, ma ci credo che sia possibile piano piano, con grandi sforzi, fare in modo che quelle parole possano scivolare via senza causare più sofferenza. Non sanno davvero cosa si perdono a tenerci lontano!
      Un abbraccio a te e alla tua famiglia, vi auguro un bellissimo viaggio.
      E che il prossimo sia davvero un anno migliore!

  24. 21 dicembre 2011 13:43

    Opto per la dichiarazione dei propri diritti e per la denuncia dell’idiozia e pochezza umana.
    Forse per te può risultare difficile per indole,non ti conosco.Però della cattiveria e dell’ignoranza umana sono vittime molte persone in cura e non.E bisognerebbe urlare il faccia il proprio sdegno:non so quanto potrebbe servire a loro,sicuramente a te sì.
    Non chiuderti,non rinunciare a combattere MAI.
    Ti mando un abbraccio,anche se non ti conosco,ti rispetto e capisco(perchè ho visto cosa significa essere dentro a un’auto ad aspettare come hai fatto tu).

  25. 21 dicembre 2011 21:17

    In certi casi penso anch’io sia utile rispondere, si diffonde cultura anche in questo modo, però con il giusto atteggiamento. Se siamo carichi di risentimento e dolore le nostre parole non saranno capite e ciò che verrà colto sarà solo la nostra carica emotiva. Una buona battuta o un’osservazione pacata possono raggiungere l’obiettivo molto più facilmente.
    Grazie per le tue parole! un abbraccio

  26. 22 dicembre 2011 21:49

    Mi è piaciuta molto la teoria del Grande Bisogno di nataliefinch, anche io penso che quasi sempre le persone dicano cose fuori luogo più per automatismi loro (e frustrazioni varie) che non per cattiveria…Per questo le persone che invece riescono a comprendere e ad essere empatiche splendono. Io durante la chemio ho fatto una bella cernita, evitando accuratamente di frequentare chi mi faceva del male (anche involontariamente), ma ti sorprenderò…La sto facendo ancora di più adesso!

  27. 22 dicembre 2011 23:00

    sì, è piaciuta anche a me questa teoria, ed è utile anche nel caso in cui non sia possibile fare cernite 🙂

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