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Non vogliamo disturbare

2 ottobre 2011

Da quando il cancro è comparso nella mia vita ho avuto modo di scoprire affetto e generosità da parte di molte persone, amici e conoscenti, a volte sconosciuti.
Ho avuto modo però di scoprire anche una categoria particolare, quella del “non vogliamo disturbare”.
Per fortuna si tratta di poche persone e la cosa non mi disturberebbe neanche molto se non fosse che alla categoria appartiene anche una persona che avevo sempre considerato un po’ speciale.
In sostanza il comportamento è questo:
non chiamano mai me direttamente ma sempre Luke “sai, non vorremmo disturbare..”
non vengono a trovarmi perché “sai, non vorremmo disturbare.. Più avanti quando si è un po’ ripresa..”
Se fino adesso avevo sempre trovato una giustificazione (si, lo so, sono ingenua) ieri finalmente ho capito.
Qualche giorno fa è arrivata a Luke la telefonata:
“..sabato festeggiamo il compleanno di genoveffa, mi farebbe piacere se venite, si, non so se wolkerina se la sente..”
Sabato pomeriggio ero stanca e sarei stata volentieri a riposare ma per una questione di orgoglio ho accompagnato Luke e Issa, giusto per far capire che nel tempo in cui non sono venuti a trovarmi un buon recupero c’è stato e non sono moribonda.
E così finalmente ho capito.
Alla festa ho trovato sorrisi e sguardi pieni di calore di persone che erano felici di vedermi, ma purtroppo non in coloro che hanno fatto l’invito.
Eppure, il non detto era chiaro, no? “Venite ma non portate wolkerina”.
Ho capito che lo stare male non si addice al clima di festa, sono graditi solo i sani e i felici, quelli che possono dare una nota di colore e gioia a una festa di compleanno.
E per quanto tu cammini, non porti segni evidenti di disabilità, sei comunque portatrice dell’innominato/innominabile. Troppo difficile mettersi in gioco e dimostrare empatia, è meglio far finta che l’innominato/innominabile non esista.
Eh sì, ho capito.
Ingenua io a pensare che il “non vogliamo disturbare” celasse una forma di rispetto per il dolore e la sofferenza.
Non vogliamo essere disturbati” è la frase esatta.
Ho capito. Finalmente ho capito il messaggio.
Ieri sera mi sono sfogata con Luke e ho buttato fuori tutta la rabbia che avevo in corpo.
Oggi ho fatto il post e ho pianto.

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17 commenti leave one →
  1. 2 ottobre 2011 20:10

    a suo tempo lo feci pure, buttare fuori tutta la rabbia e dopo sono stata sempre meglio

  2. utente anonimo permalink
    2 ottobre 2011 21:13

    Ciao e buona domenica…per quel che ne resta…Parto dal presupposto che ti capisco e che “ci si rimane male”…sono pienamente d’accordo…peró se le persone vogliono “ghettizzare” lo fanno sempre e comunque…nel male ed anche nel bene…talvolta si può rimanere esclusi perché la gente può essere invidiosa del tuo benessere…Diciamo così Wolkerina questa tua momentanea situazione di non perfetta forma fisica, può deserti utile a capire meglio chi ti circonda…cerca di prendere il positivo anche da questo episodio… Son sicura che accanto a te ci sono persone che ti sostengono nel bene e nel male…e queste sono il tuo tesoro! Adesso ti saluto e vado a mettere a nanna i bimbi…domani si riparte con la scuola! Serena notte 🙂 Chiara

  3. utente anonimo permalink
    2 ottobre 2011 21:16

    Tanto valeva non fartelo proprio l'invito, ma la gente è – spesso – ipocrita. Anche quelli che si credevano "speciali".
    Peggio per loro.

    Un abbraccio grande a te e alla tua piccolina!

  4. 3 ottobre 2011 07:05

    E' la difficoltà che le persone hanno a rapportarsi con la malattia, non con te. Perchè ti sbatte in faccia la realtà, che siamo tutti fragili, che può capitare a chiunque, che nessuno è esente dal rischio di doverci prima o poi fare i conti, e molti non sono disposti ad accettarlo. Che poi dietro ci sia una persona è facoltativo.
    Anche a me è capitato di trovarmi davanti a persone così, ma dopo la rabbia iniziale si è affiancata la pietà. Mi fanno pena le persone che non sanno affrontare il mio male, per due motivi: per il loro futuro (perchè il cielo non voglia che si trovino al mio posto), e perchè si perdono me. Io sono un pacchetto completo, o mi si prende malata, o mi si lascia. E se mi si lascia mi si lascia in toto, perchè non sono disposta a scendere a compromessi, non faccio finta di star bene per farmi accettare da chi non mi merita.
    E si, secondo me ci sta anche un po' di invidia: stai affrontando tutto con coraggio e con un sorriso, e non è da tutti. A qualcuno fa rosicare, e che rosichino!

  5. 3 ottobre 2011 08:02

    Tesoro, molte persone si trovano un sacco di alibi per non interfacciarsi con il malato che porta dentro di sè quella malattia orrenda che loro non nominano. Purtroppo, molte volte loro ti trattano come se tu fossi la tua malattia, non una persona…hai fatto bene a sfogarti, un abbraccio fortissssssimo!

  6. utente anonimo permalink
    3 ottobre 2011 10:29

    è la paura della malattia innominabile che tutti vorrebbero non vedere , non devi farti condizionare sei forte e stai reagendo quindi chiudi parentesi e avanti. Un abbraccio Anna Lucia

  7. utente anonimo permalink
    3 ottobre 2011 10:44

    In determinate situazioni, più o meno gravi, si scopre la vera natura delle persone e purtroppo spesso è una doccia fredda, una grande delusione. Serve però a fare un po di "pulizia", a tagliare quei rami che credevi verdeggianti ma che in realtà sono secchi e aridi.
    Chi ha commentato prima di me, ha perfettamente ragione: c'è paura di "quella" malattia, anche solo a nominarla; c'è ignoranza nell'evitarla, non è contagiosa; c'è cattiveria e gelosia nel pensare che chi è malato è accentratore, perchè gli altri potrebbero rivolgerTi qualche attenzione in più…..e l'elenco potrebbe continuare.
    Ha ragione Mamiga: il "pacchetto" è intero, prendere o lasciare. In questo caso, però, la scelta è Tua: tenere il ramo secco o tagliarlo….Chi nonTi ama, non Ti merita….e non merita nemmeno le Tue lacrime.
    Un grosso grosso bacio

  8. utente anonimo permalink
    3 ottobre 2011 11:15

    ciao è capitato anche a me, anzi mi è anche capitato un altro aspetto:quasi sconosciuti che quando è il momento clou della malattia ti telefonano poi quando stai leggermente meglio e magari vorresti chiacchierare non ti telefonano più. Io sono più cattiva di te: penso mche ci sono delle persone che i drammi degli altri gli piace vederli come se vedesse un film. Ti abbraccio
    lorenza

  9. utente anonimo permalink
    3 ottobre 2011 15:29

    cara wolkerina, non piangere e non abbatterti per loro…
    non sono persone per le quali vale la pena di soffrire…non ti meritano!
    tu sei di una sensibilità e di una educazione superiore…. e quando capitano queste nostre batoste, tutto si fa più chiaro e limpido….
    capiamo più noi stesse ma nel contempo riusciamo a capire anche gli altri in modo più profondo…
    è come se la malattia ci regalasse una empatia maggiore  
    io , per esperienza, (ci sono passata anche io  e tutt'ora lasto vivendo questa dolorosa esperienza che hai raccontato) canalizzo  tutte le mie forze verso coloro che sono veramente sinceri e verso cose che mi possono far star bene
    un abbraccio forte e…avanti dritta!
    cenerentola

  10. 3 ottobre 2011 15:51

    Forza, fai bene a sfogarti qui sul blog, questi comportamenti devo dire che purtroppo li abbiamo vissuti un po' tutte, perché la gente (ovvero, alcune persone, ma per fortuna non tutti!!) appena sanno, automaticamente tendono a rinchiudersi nel proprio cerchio non intaccato dalla malattia.
    E a noi questa cosa, giustamente fa soffrire. Poi impariamo ad andare avanti lo stesso, perché ci mettiamo tutta la grinta che abbiamo…e ce la facciamo, un po' anche con orgoglio!
    Non pensarci, sono davvero tante le occasioni per cui soffriamo per colpa delle persone…purtroppo!

  11. utente anonimo permalink
    3 ottobre 2011 19:26

    Ciao! dalle mie parti si dice "chi non ti ama non ti merita"
    e tu hai una splendida bambina ed un marito che ti amano tantissimo, questo è l'importante.
    Un bacio grande,
    Elena da Livorno

  12. 3 ottobre 2011 20:25

    mi dispiace che ti sia successo questo, ma a volte capiamo come sono veramente le persone nei momenti tristi, non in quelli felici. Qualcuno che credevamo di conoscere, credevamo ci volesse bene, credevamo fosse amico.. al momento del bisogno scopriamo la verita`. Quando non va tutto bene. Ci sono quelle persone che sono amiche finche` va tutto bene. Purtroppo si scopre questo quando le cose vanno male, ma almeno anche se e` brutto abbiamo scoperto la verita`. Adesso hai la possibilita` di scartare quelli che all'apparenza sembrano tanto buoni e dentro non hanno niente da offrire. Pensa che quelli che resteranno dopo la malattia, sono quelli che hai potuto constatare di persona che c'erano quando stavi male, quando non andava tutto bene, e c'erano sempre lo stesso. Pazienza per quelli che perdi, non erano veri amici. Pensa a quelli che resteranno, che saranno tuoi amici e saprai che ci saranno sempre perche` gia` te l'hanno dimostrato che c'erano.

  13. 3 ottobre 2011 21:21

    E' capitato anche a me. Solo una persona ha avuto il coraggio di dirmi che "non riusciva a vedermi così", e non so ancora se ha fatto male o bene. Ora butta fuori la rabbia, poi inizia a tagliare e a scremare. Tolti di vista gli indisturbabili, avrai modo di vedere ancora di più quanto risplendono gli altri, gli amici veri. Un bacio!

  14. 3 ottobre 2011 22:00

    Ci siamo passati tutti da una situazione simile, anzi, non tutti, ma solo noi appestati. Dopo varie arrabbiature, pianti, e pure sensi di colpa sono arrivata a compiangerli. Peggio per loro, che hanno perso l'occasione di crescere, e meglio per me, che non perdo tempo per chi non lo merita. E nella categoria ci metto anche, e soprattutto, il mio ex marito :-). Un abbraccio piano piano. Milvachedaqualchetempolatitaesiscusa

  15. 4 ottobre 2011 10:36

    Sfogsa pure la tua rabbia, ti fa bene…ma non piangere per queste persone. Hai soltanto scoperto quali sono le persone che ti meritano e che ti amano e quali invece no. Un pò di pulizia non può che fare bene, non trovi? Sono sicura che sei comunque circondata di molti amici e parenti che ti amano e ti sostengono, senza avere paura di "disturbare".
    un abbraccio
    Vale

  16. 4 ottobre 2011 20:54

    @tutti: grazie, grazie di cuore per il sostegno e i consigli, per avermi indicato modi diversi di interpretare quanto ho vissuto ma improvvisamente tutto appare poco importante… Anna Lisa non è più con noi, tutto il resto diventa poca cosa

  17. utente anonimo permalink
    5 ottobre 2011 19:20

    Non ti meritano quegli ipocriti, e anche se capisco un po' questo atteggiamento perché anch'io una volta ho avuto paura di affrontare il male di una persona che conoscevo, però volendole bene davvero, mi sono fatta forza. Tu sei una donna di valore, ti trovi di fronte ad una dura prova, riuscirai a fare a meno di siffatta gente. Coraggio.

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